Giancarlo Gasperoni – Luca Marconi – Marco Santoro
La musica e gli adolescenti (pratiche, gusti, educazione)
EDT, Torino, 2004, pp. 186, € 12,00

Brescia Musica - dicembre 2005


Pubblicato sotto il patrocinio scientifico della Società Italiana per l’Educazione Musicale (SIEM), il testo presenta un’articolata serie di riflessioni sul rapporto tra musica e adolescenti finalizzate al miglioramento dell’intervento educativo nella scuola. Un tentativo di coordinare con la prassi didattica i risultati del lavoro di ricerca, che la SIEM persegue da tempo e che viene qui presentato nei suoi aspetti di rigore scientifico e metodologico.
Dopo l’interessante sezione introduttiva, costituita da un excursus storico sugli studi sociologici, antropologici e pedagogici dedicati negli ultimi decenni ai gusti e alle preferenze musicali delle giovani generazioni, la prima parte del libro (circa i tre quarti dell’intera trattazione) illustra in modo statisticamente preciso e dettagliato gli esiti di una ricerca condotta su un campione di giovani di età compresa tra i quattordici e i ventiquattro anni nelle città di Bologna e di Messina. Tale ricerca si è avvalsa di due fonti empiriche costituite da interviste non strutturate, che hanno coinvolto soprattutto postadolescenti, ritenuti presumibilmente più capaci di comunicare le proprie esperienze in modo più preciso e articolato, e da un questionario somministrato ad un campione di duecentodieci adolescenti. “I contenuti del questionario sono stati determinati in funzione degli interrogativi di ricerca individuati dal gruppo, di alcuni risultati ottenuti nelle interviste non strutturate e, infine, dall’andamento di alcuni collaudi di versioni preliminari del questionario stesso”. La parte più cospicua dei materiali statistici presentati nel volume deriva dal questionario (integralmente riportato nell’Appendice), declinato in undici sezioni che affrontano (1) La musica in generale (2) Le preferenze musicali (3) L’ascolto di musica registrata (4) L’ascolto di musica in pubblico (5) La musica a scuola (6) I mezzi per l’ascolto della musica (7) La musica in famiglia (8) La musica e gli amici (9) Il fare musica (10) Altri aspetti dell’esperienza musicale (11) Caratteristiche di sfondo.
Nonostante la lettura dei dati riportati risulti necessariamente un po’ lenta e poco entusiasmante, va ascritto a merito degli autori aver creato una certa fluidità integrando le aride tabulazioni con le più vivaci interviste preliminari, un’impostazione che permette tra l’altro di comprendere meglio le ragioni dell’inserimento, nell’articolazione interna dei singoli questionari, di alcune domande all’apparenza poco motivabili.
Ma il vero interesse del volume non risiede tanto nella pur minuziosa e sistematica interpretazione dei tabulati, che troppo spesso restituiscono ovvietà di cui si è già abbondantemente letto e scritto, quanto nel generoso tentativo degli autori di tirare le fila di quel lavoro statistico in funzione di un ripensamento di contenuti e metodologie della cosiddetta “educazione musicale” a partire dal vissuto musicale dell’adolescente e dal suo integrarsi con lo sfondo del contesto familiare e sociale che lo genera e lo alimenta. Pur non trattandosi di una grande scoperta pedagogica, considerato che su questo problema si sono già versati fiumi d’inchiostro e di parole, il capitolo conclusivo del testo (Si può dare di più? Un bilancio in prospettiva educativa, pp. 128-164) presenta un interessante quadro di tutto ciò che si potrebbe/dovrebbe fare per migliorare l’offerta pubblica e privata di educazione musicale per i giovani, in alcuni casi fornendo preziose proposte di programmazione e d’intervento didattico.
La prima riflessione da svolgere è sulle “agenzie formative” più incisive sulle esperienze musicali degli adolescenti (una su tutte, i mass-media) e sui possibili modi della loro integrazione nella prassi educativa scolastica. Inoltre, la grande importanza che la musica sembra possedere per gli adolescenti intervistati impone alla scuola pubblica di considerarla attività di cruciale importanza “per la formazione della persona e del cittadino”, contrariamente alla direzione che riforme di vario segno sembrano aver intrapreso negli ultimi anni. Il capitolo prosegue individuando gli obiettivi conseguibili dall’educazione musicale scolastica sottoforma di caratteristiche dell’adolescente da formare: la curiosità musicale, come sviluppo del desiderio di estendere il campo delle proprie condotte musicali e dei repertori frequentati; il desiderio di autocoscienza musicale, come ricerca della propria identità musicale; lo spirito critico verso l’industria e i mass-media musicali; la capacità di contestualizzare e interpretare la musica, come ricerca dei generi musicali inseriti negli ambiti storici, culturali e sociali di appartenenza; l’espressività musicale, come stimolo alle esperienze di produzione musicale sia sul piano interpretativo che su quello creativo (improvvisazione, composizione).
Segue un rapido, ma circostanziato excursus sullo stato dell’educazione musicale in Italia, mentre l’ultimo paragrafo, dedicato al tema del “saper formare musicalmente i giovani”, si presenta come lista di alcuni saperi dei quali dovrebbe essere dotato il formatore musicale capace di mirare agli obiettivi in precedenza delineati.
Cui prodest? Un testo che cela sotto l’arida crosta del puntiglioso lavoro di ricerca una significativa messe d’informazioni da interpretare, utili soprattutto a quegli insegnanti di scuola media e superiore, che si siano già posti il problema d’impostare il lavoro didattico senza prescindere dalle abitudini e dalle preferenze musicali degli studenti a loro affidati, ma prendendosi la responsabilità di sottoporle a vaglio critico e di ampliarle nella qualità e nel livello di partecipazione attiva.

Antonio Giacometti