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L'editrice bresciana "La Scuola" ha recentemente pubblicato un agile volume,
che propone agli educatori delle Scuole materne un itinerario didattico
di approccio alla musica coerente nell'impianto e semplice nell'attuazione.
L'autore ha alle spalle una lunga storia d'insegnamento nel campo della
propedeutica musicale (lo ricordiamo attivo sia nella scuola pubblica
sia nella sezione bresciana della Siem, di cui è stato segretario entusiasta
e propositivo) ed un non trascurabile impegno pubblicistico, con la stesura
di tre libretti per il secondo ciclo elementare (Musica più, classi
3", 4" e 5", Editrice La Scuola) e la collaborazione alla rivista
"Scuola Italiana Moderna", dello stesso editore bresciano.
Nell'ultimo decennio, dopo il diploma in Musicoterapia, i suoi interessi
si sono spostati in quel settore specifico, senza peraltro trascurare
la ricerca di modelli didattici sostenibili nelle fasce più basse d'apprendimento,
come testimonia l'attuale collaborazione con la rivista "Scuola Materna".
Da un simile crogiolo di esperienze 'sul campo' e di riflessioni teoriche
non poteva che nascere una progettazione d'intelligente concretezza, nei
confronti della quale i possibili dubbi circa lo schematismo e la rigidità
di talune proposte rientrano rapidamente qualora si consideri il livello
medio di preparazione musicale degli insegnanti di scuola materna e l'esigenza
formativa d'integrare lo sviluppo delle competenze sonoro-musicali del
bambino con aspetti più globali dello sviluppo psicomotorio, sensoriale,
affettivo e cognitivo.
L'attenzione dell'autore si è allora incentrata sui tre momenti interagenti
dell'Educazione all'ascolto, trasversale ad ogni attività educativa
e in grado di sollecitare, nel bambino, "(...) capacità fondamentali per
la sua crescita quali l'attenzione, la percezione uditiva, la decodifica
di un messaggio, l'elaborazione di una risposta", della conoscenza sensoriale
di strumenti didattici e dell'esplorazione della dimensione temporale.
Allo sviluppo delle potenzialità d'ascolto è dedicata la prima parte del
libro, laddove attraverso appropriati tests di misurazione degli indici
di percezione interocettiva ed esterocettiva, si cerca di rendere possibile,
in termini scientifici, una diagnostica delle caratteristiche di un gruppo,
relativamente all'ambito dell'integrazione percettiva (= sinestesie),
al fine di aggiustare al meglio il 'tiro' educativo, mirandolo alle potenzialità
del gruppo medesimo.
Nella seconda parte (La conoscenza sensoriale di alcuni strumenti didattici)
viene approfondito l'approccio sinestesico con attività ludiche basate
su sollecitazioni integrate di tipo visivo, tattile e uditivo.
Lo schema di esplorazione per Maracas, Legnetti, Tamburello e Piastre
sonore è sempre lo stesso: dall'iniziale ascolto-accoglienza al finale
ascolto-commiato (rispettivamente raccolta e scaricamento di energie attenzionali),
la scansione dell'itinerario didattico passa attraverso l'espressione
sonoro-musicale collettiva, il riconoscimento delle qualità sensoriali
dello strumento, l'ascolto del timbro strumentale (con denominazione delle
sonorità ascoltate), la riflessione verbale sulle sonorità eseguite ed
ascoltate, l'ascolto e l'interpretazione corporea dei suoni eseguiti dai
bambini, e poi di un evento musicale esterno, la rappresentazione iconica
dell'esperienza.
Da rilevare come Bonardi si appoggi in modo intelligente e rielaborativo
alle ben note ricerche di Lapierre e Aucouturier sulle applicazioni didattiche
dell'associazione di contrasti.
Con analogo
schema viene condotta l'esplorazione della dimensione temporale, volta
ad evidenziare la successione prima-dopo-successivamente-alla fine.
Tale successione costituisce anche il nucleo centrale della terza parte
del volume (Parole e musica), dedicata a semplici attività sonorizzative
di strutture verbali, sia nella direzione che procede dal racconto alla
musica, per favorire nei bambini la scoperta delle relazioni che intercorrono
tra alcune parole indicanti sonorità e i timbri conosciuti che le possono
evocare, sia nella direzione contraria che dall'esecuzione con supporto
iconico di un evento musicale proposto porta all'individuazione delle
analogie tra le sonorità esperite e l'elaborazione di un racconto.
Nella quinta parte, il percorso così articolato viene riletto in funzione
dell'inserimento di un bambino che presenti "diagnosi patologiche concernenti
il ritardo mentale", con una particolare attenzione per il potenziamento
della percezione temporale, di solito deficitaria in simili soggetti.
L'autore tiene a precisare in modo circostanziato che tale inserimento,
e conseguentemente l'efficacia dell'intervento educativo, si rende possibile
solo se il test preliminare di rilevazione degli indici di ascolto accerterà
almeno un minimo di competenze d'ascolto e di espressione sonoro-musicale,
in particolare "(...) l'adattamento ambientale denotato dall'assunzione
della postura seduta (anche per pochi secondi) sulla sedia", la "scelta
e utilizzo di uno strumento musicale didattico", la "percezione (ascolto-riconoscimento)
di un evento musicale e/o sonoro conosciuto".
Ciò per
il fatto che un eventuale intervento musico-terapico (quindi terapeutico,
non educativo) non sarebbe attuabile secondo la vigente legislazione italiana
"nel contesto educativo, cioè in orario scolastico".
Giangiuseppe Bonardi, Ascolto e faccio musica (attività
per i bambini di 2-5 anni. Handicap e musicoterapia),
Brescia, Editrice La Scuola, 2000, pp. 96 (con Cd incluso), L.34.000.
Antonio Giacometti
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