Nella scuola materna "Ascolto e faccio musica"

Brescia Musica - Febbraio 2001


L'editrice bresciana "La Scuola" ha recentemente pubblicato un agile volume, che propone agli educatori delle Scuole materne un itinerario didattico di approccio alla musica coerente nell'impianto e semplice nell'attuazione.
L'autore ha alle spalle una lunga storia d'insegnamento nel campo della propedeutica musicale (lo ricordiamo attivo sia nella scuola pubblica sia nella sezione bresciana della Siem, di cui è stato segretario entusiasta e propositivo) ed un non trascurabile impegno pubblicistico, con la stesura di tre libretti per il secondo ciclo elementare (Musica più, classi 3", 4" e 5", Editrice La Scuola) e la collaborazione alla rivista "Scuola Italiana Moderna", dello stesso editore bresciano.
Nell'ultimo decennio, dopo il diploma in Musicoterapia, i suoi interessi si sono spostati in quel settore specifico, senza peraltro trascurare la ricerca di modelli didattici sostenibili nelle fasce più basse d'apprendimento, come testimonia l'attuale collaborazione con la rivista "Scuola Materna".
Da un simile crogiolo di esperienze 'sul campo' e di riflessioni teoriche non poteva che nascere una progettazione d'intelligente concretezza, nei confronti della quale i possibili dubbi circa lo schematismo e la rigidità di talune proposte rientrano rapidamente qualora si consideri il livello medio di preparazione musicale degli insegnanti di scuola materna e l'esigenza formativa d'integrare lo sviluppo delle competenze sonoro-musicali del bambino con aspetti più globali dello sviluppo psicomotorio, sensoriale, affettivo e cognitivo.
L'attenzione dell'autore si è allora incentrata sui tre momenti interagenti dell'Educazione all'ascolto, trasversale ad ogni attività educativa e in grado di sollecitare, nel bambino, "(...) capacità fondamentali per la sua crescita quali l'attenzione, la percezione uditiva, la decodifica di un messaggio, l'elaborazione di una risposta", della conoscenza sensoriale di strumenti didattici e dell'esplorazione della dimensione temporale.
Allo sviluppo delle potenzialità d'ascolto è dedicata la prima parte del libro, laddove attraverso appropriati tests di misurazione degli indici di percezione interocettiva ed esterocettiva, si cerca di rendere possibile, in termini scientifici, una diagnostica delle caratteristiche di un gruppo, relativamente all'ambito dell'integrazione percettiva (= sinestesie), al fine di aggiustare al meglio il 'tiro' educativo, mirandolo alle potenzialità del gruppo medesimo.
Nella seconda parte (La conoscenza sensoriale di alcuni strumenti didattici) viene approfondito l'approccio sinestesico con attività ludiche basate su sollecitazioni integrate di tipo visivo, tattile e uditivo.
Lo schema di esplorazione per Maracas, Legnetti, Tamburello e Piastre sonore è sempre lo stesso: dall'iniziale ascolto-accoglienza al finale ascolto-commiato (rispettivamente raccolta e scaricamento di energie attenzionali), la scansione dell'itinerario didattico passa attraverso l'espressione sonoro-musicale collettiva, il riconoscimento delle qualità sensoriali dello strumento, l'ascolto del timbro strumentale (con denominazione delle sonorità ascoltate), la riflessione verbale sulle sonorità eseguite ed ascoltate, l'ascolto e l'interpretazione corporea dei suoni eseguiti dai bambini, e poi di un evento musicale esterno, la rappresentazione iconica dell'esperienza.
Da rilevare come Bonardi si appoggi in modo intelligente e rielaborativo alle ben note ricerche di Lapierre e Aucouturier sulle applicazioni didattiche dell'associazione di contrasti.

Con analogo schema viene condotta l'esplorazione della dimensione temporale, volta ad evidenziare la successione prima-dopo-successivamente-alla fine. Tale successione costituisce anche il nucleo centrale della terza parte del volume (Parole e musica), dedicata a semplici attività sonorizzative di strutture verbali, sia nella direzione che procede dal racconto alla musica, per favorire nei bambini la scoperta delle relazioni che intercorrono tra alcune parole indicanti sonorità e i timbri conosciuti che le possono evocare, sia nella direzione contraria che dall'esecuzione con supporto iconico di un evento musicale proposto porta all'individuazione delle analogie tra le sonorità esperite e l'elaborazione di un racconto.
Nella quinta parte, il percorso così articolato viene riletto in funzione dell'inserimento di un bambino che presenti "diagnosi patologiche concernenti il ritardo mentale", con una particolare attenzione per il potenziamento della percezione temporale, di solito deficitaria in simili soggetti. L'autore tiene a precisare in modo circostanziato che tale inserimento, e conseguentemente l'efficacia dell'intervento educativo, si rende possibile solo se il test preliminare di rilevazione degli indici di ascolto accerterà almeno un minimo di competenze d'ascolto e di espressione sonoro-musicale, in particolare "(...) l'adattamento ambientale denotato dall'assunzione della postura seduta (anche per pochi secondi) sulla sedia", la "scelta e utilizzo di uno strumento musicale didattico", la "percezione (ascolto-riconoscimento) di un evento musicale e/o sonoro conosciuto".

Ciò per il fatto che un eventuale intervento musico-terapico (quindi terapeutico, non educativo) non sarebbe attuabile secondo la vigente legislazione italiana "nel contesto educativo, cioè in orario scolastico".

Giangiuseppe Bonardi, Ascolto e faccio musica (attività per i bambini di 2-5 anni. Handicap e musicoterapia),
Brescia, Editrice La Scuola, 2000, pp. 96 (con Cd incluso), L.34.000.

Antonio Giacometti