CARLO BIANCHI
 
Nato a Brescia, dopo la maturità scientifica si è diplomato in pianoforte presso il conservatorio “C. Pollini” di Padova, ha studiato armonia ed elementi di analisi con il compositore e didatta Antonio Giacometti e ha frequentato corsi della Società Italiana di Analisi Musicale presso il conservatorio “L. Marenzio” di Brescia. Si è laureato presso la Facoltà di Musicologia di Pavia-Cremona (già Scuola di Paleografia e Filologia Musicale) con una tesi su Sergej Prokof’ev. Ha svolto un dottorato di ricerca in musicologia e scienze filologiche presso la medesima facoltà e la “Paul Sacher Stiftung” di Basilea, lavorando alla dissertazione Musica e guerra.

Comporre all’epoca del secondo conflitto mondiale. Oltre a vari saggi specificamente dedicati a Viktor Ullmann, Frank Martin, Proko’fev, Stefan Wolpe, sta attualmente lavorando ad una monografia che deriva dalla tesi dottorale.
Nel 2003, con il saggio Franz Liszt. Virtuosismo per un linguaggio di transizione, Carlo Bianchi è risultato vincitore (ex aequo con Andrea Estero) del concorso musicologico indetto dall’“Istituto Liszt” di Bologna diretto da Rossana Dalmonte (commissione  giudicatrice presieduta dai proff. Marco Beghelli, Rossana Dalmonte e Raul Meloncelli). Dalla metà degli anni Novanta svolge attività di critica e giornalismo (cronaca, editoriali, interventi, brevi saggi, recensioni, interviste contestualizzate) con la rivista «BresciaMusica», bimestrale di informazione e cultura musicale di cui è vicedirettore editoriale (direttore editoriale Augusto Mazzoni; edita dall’Associazione Filarmonica “Isidoro Capitanio” – Banda cittadina di Brescia). Cura programmi di sala per varie istituzioni concertistiche, fra cui MITO settembre musica di Milano-Torino, il Festival Pianistico Internazionale di Brescia-Bergamo, le Stagioni Liriche e di Balletto del teatro lirico di Cagliari e del teatro “Donizetti” di Bergamo.
Presso la facoltà di Musicologia di Pavia-Cremona ha ricoperto vari incarichi di insegnamento (Analisi e teoria musicale) e attualmente è assegnista di ricerca. Accanto ai repertori “colti”, si occupa di popular music contemporanea.