Persino nella
vetusta organizzazione didattica di Conservatori intenti soltanto a promuovere
lo spirito di protagonismo del musicista italiano e a spingere gli allievi
inderogabilmente verso una fantomatica e chimerica carriera da solista,
si erano pensate alcune materie quali il canto corale, la musica d'assieme,
e s'erano previsti pianisti accompagnatori per cantanti e strumentisti
vari. Qualcuno poi, s'è spinto ad osservare: quale senso ha organizzarsi
in una struttura scolastica solo per fornire "lezioni individuali"? Il
vero spirito, la strutturazione, la ragione stessa d'esistere dei Conservatori
deve evidenziarsi proprio nel dare la possibilità agli allievi di fare
musica insieme, sin dai primi approcci con lo strumento.
Antonio Giacometti
e Mauro Montalbetti hanno realizzato un manuale dall'azzeccato titolo
Insieme per suonare... insieme per capire! (con tanto di punto
esclamativo), proprio per gli insegnanti e per gli allievi insieme:
perché, in un percorso da compiere tenendosi per mano, possano imparare
le differenti modalità per scoprire il mondo della musica e impratichirsi
nel suonarla in gruppo. Il volume, tutt'altro che un esiguo "libretto"
così come lo definiscono gli autori, è pensato per bambini di 7/9 anni
come un "corso per gruppi strumentali e classi di musica d'insieme di
primo livello".
Ad una prima scorsa, stupisce il miscuglio dei materiali eterogenei che
do compongono: simpatici disegnetti, racconti, giochi, partiture grafiche
mescolati a scritti che propongono serie e ferrate riflessioni. In realtà,
ad una più attenta lettura il libro si rivela ben strutturato e di chiara
e semplice utilizzazione, sia da parte dei piccoli che dei grandi.
In sintesi, tre sono gli argomenti "teorici" trattati: timbro, durata
e altezza; inoltre, il concetto di "forma" viene sviluppato attraverso
i principi costruttivi della ripetizione e della variazione. L'esperienza
diretta degli autori nell'insegnare musica ai bambini, la loro passione
e la loro convinzione nella validità del suonare insieme hanno permesso
loro di curare e sviluppare nelle esperienze proposte, quanto più possibile,
la partecipazione, lo spirito di iniziativa e la creatività dei bambini.
Lo spirito del volume è ben spiegato nelle parole iniziali rivolte agli
insegnanti e, perché no?, ai genitori: "La musica deve sempre avere un
"senso", cioè andare da qualche parte: verso il corpo con la danza e il
movimento, verso la parola quando racconta, verso la mente, quando diventa
struttura autonoma e astratta." Ed il testo è proprio organizzato secondo
questo itinerario, dal concreto all'astratto, secondo i principi di un
corretto approccio didattico.
Nelle pagine iniziali, in luogo di una specifica "guida per l'insegnante"
si trovano spunti, riflessioni, suggerimenti specifici, ad integrare le
proposte contenute in ciascun capitolo, in modo da favorire una lettura
attiva e personalizzata del testo e suggerire possibili modifiche e integrazioni
alle proposte originarie. Metodologia e didattica vanno a braccetto e
tanti sono gli spunti offerti e gli insegnamenti diretti in tal senso.
Un cenno merita l'attenzione e la cura messa nel cercare di definire le
modalità e le strategie per la verifica attiva e la valutazione dei percorsi
attuati. Vengono fornite preziose indicazioni per far sì che l'insegnante
possa cessare "di vestire gli inutili panni del "controllore", per osservare
da vicino i comportamenti di ciascun soggetto e trarne preziose indicazioni
per l'impostazione delle unità didattiche successive". Dalla verifica,
alla valutazione, dalla valutazione all'autovalutazione: la cura con la
quale viene proposto questo giusto percorso, dimostra da sola la validità
delle esperienze presentate. Grazie alla presentazione ammiccante e competente,
al rapporto amichevole ed alla validità dei materiali proposti, timbro,
durata, altezza, ripetizione, variazione, tutti i principi ed i contenuti
di cui si parlava all'inizio, acquistano un senso, diventano un mezzo
ed un fine per far suonare insieme i bambini, per coinvolgerli attivamente
nel grande gioco della musica, nel grande gioco della vita. Vi si insegna
la libertà di pensare, scrivere, inventare, variare la musica, unita al
rigore che aiuta a capire il perché di un suono, di una serie di suoni,
se una composizione o una esecuzione funzionano o se una nota è"troppo"
stonata.
Nella pagina
introduttiva si legge: "Questo libretto predispone all'ascolto di sé e
degli altri, alla curiosità verso la musica come mezzo per comunicare
qualcosa e per godere della comunicazione degli altri. L'importante è
saper approfittare delle occasioni che si offrono durante la lezione...".
Giornale
della Musica - n.183, giugno 2002
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