1) Scanner - Cultura
e opinioni on line
Volevo un foglio - di Antonio Giacometti e Mauro Montalbetti, Opera vincitrice
del Concorso per i trent'anni dalla fondazione della Scuola di Musica
di Fiesole, Sabato 30 e domenica 31 ottobre 2004, ore 20.30 Teatro Goldoni
Firenze 31/10/2004
"Dovete insegnare ai bambini a disegnare. Saranno i futuri uomini. Un
giorno saranno loro a prendere le decisioni importanti. Ma non devono
disegnare dal vero: devono disegnare i loro sogni, i loro desideri più
intensi!": è la saggia raccomandazione di Oliver, il narratore di VOLEVO
UN FOGLIOŠ, l'opera su libretto di GIOVANNI PELI e musica di ANTONIO GIACOMETTI
e MAURO MONTALBETTI che ha vinto il Concorso indetto per festeggiare i
30 anni dalla fondazione della Scuola di Musica di Fiesole. Dopo il grande
successo ottenuto nei gioni scorsi davanti all'esigente pubblico dei ragazzi
(dai 5 ai 14 anni), il lavoro approda adesso al battesimo di fronte agli
adulti nei giorni di sabato 30 e domenica 31 ottobre, alle ore 20,30,
al Teatro Goldoni di Firenze. In cinquanta minuti viene narrata la storia
di Lik e Lak, due bambini extraterrestri, abitanti del pianeta Sukhavati
e desiderosi di conoscere la Terra, la sua storia, chi vi abita, siano
essi uomini, bambini o animali (con una particolare predilezione per i
gatti). In questo fantastico viaggio iniziatico li guidano Oliver e una
marmotta, spiegando loro che all'origine della vita vi sono l'amore e
la fantasia, da esercitare al massimo della potenza attraverso il disegno.
La musica li accompagna attraverso le varie epoche del mondo e della civiltà
occidentale con frammenti dei canti dei trovatori, echi di polifonie e
citazioni vivaldiane, reminiscenze belliniane e stravinskijane. Ricco
di invenzioni sceniche, di personaggi bizzarri e dai costumi stravaganti
(come la Venditrice di gatti o il Clochard), coloratissimo, l'allestimento
dell'opera si deve alla fantasia del regista FRANCESCO MICHELI e degli
scenografi, costumisti e light-designers GIOVANNA AVANZI e FRANCESCO TARASCO.
Al fianco del tenore Stefano Ferrari (Oliver) si esibiscono i giovani
solisti della Scuola di Musica di Fiesole insieme all'Orchestra dei ragazzi
e al Coro di voci bianche della prestigiosa istituzione fondata da Piero
Farulli. A dirigerli è CARLO RIZZARI. I biglietti (posto unico 10 euro),
oltre che attraverso i consueti canali di prevendita, possono essere acquistati
anche direttamente al Teatro Goldoni (Via S. Maria) a partire da un'ora
prima l'inizio degli spettacoli. Teatro Goldoni Sabato 30 e domenica 31
ottobre 2004, ore 20.30 VOLEVO UN FOGLIOŠ di Antonio Giacometti e Mauro
Montalbetti Opera vincitrice del Concorso per i trent'anni dalla fondazione
della Scuola di Musica di Fiesole Direttore Carlo Rizzari Regia Francesco
Micheli Solisti, Orchestra dei ragazzi e Coro di voci bianche della Scuola
di Musica di Fiesole Nuovo allestimento in collaborazione con la Scuola
di Musica di Fiesole Prima assoluta.
Giovanni Ballerini - Redazione Scanner.it |
2) Operaclik
Antonio Giacometti e Mauro Montalbetti
Firenze Teatro Goldoni: VOLEVO UN FOGLIO...
testo di Giovanni Peli
FIRENZE - «Due bambini extraterrestri scoprono che l’amore e
la fantasia sono all’origine della vita. Poi capiscono che ogni intenso
desiderio può diventare realtà: bastano fogli, pennarelli
e curiosità. Potranno un giorno i bambini terrestri essere d’accordo
con loro? Come è nato il mondo? Perché? Posso avere quello
che voglio? A queste domande presto risponderemo, con l’aiuto dei
protagonisti di questa fiaba, e della musica che li fa vivere». Firenze,
teatro Goldoni, novembre 2004.
Inizia così Volevo un foglio, opera in un atto di Giovanni Peli,
musica di Antonio Giacometti e Mauro Montalbetti. L’avventura di Lik
e Lak, bambini di Sukhavati, si sviluppa su una pedana circolare posta al
centro della platea, ricoperta da pannelli che sono di volta in volta l’intera
superficie o un quartiere terrestre, o un foglio su cui disegnare per salvare
il mondo. Pubblico nei palchi e su una piccola tribuna in palcoscenico.
Sul proscenio, a sinistra e destra strumenti a completare quelli disposti
subito lì sotto; al centro un’altra pedana circolare, questa
volta più piccola, a proseguire l’azione scenica e a indicare
il luogo privilegiato dalla narrazione di Oliver.
La vicenda si dipana in sei scene:
1. un prologo in cui si presenta il pianeta Sukhavati e si affrontano
i primi dialoghi (in forma di Canzone e di Recitativo seguito dall’Aria);
2. la creazione/disegno della terra (Canzone e Recitativi con la comparsa
del Coro);
3. gli incontri terrestri di Lik e Lak (Preludio strumentale, Recitativi
e interventi del Coro);
4. la spiegazione di Oliver - piccola storia del mondo – (Valzer,
Rap e Canzone);
5. un disegno per salvare il mondo (Recitativi con Coro);
6. l’epilogo (narrazione fuori campo).
La dimensione spazio-temporale è ben chiarita fin dall’inizio.
«Dentro a Sukhavati ci sono mille pianeti, duemila universi e quattromilanovecento
lune. La terra è dentro a uno dei duemila universi» […]
«È una mezz’ora di Sukhavati / ma sulla terra son già
passati / mille anni o qualcosa di più. / Ad ogni passo che noi
facciamo / passan secoli di vizi e virtù» e così non
ci si mette granché a sviluppare ogni punto, a trovare il gatto
desiderato da Lik, ad attraversare il Milleduecentosessantacinque di Dante,
il Millequattrocentocinquantadue di Leonardo, il Milleseicentosettantotto
di Vivaldi, il Millesettecentonovantotto di Leopardi, il Milleottocentonovantuno
di Gramsci, il Millenovecentoventi di Fellini per arrivare all’oggi:
fatto di scavatrici, di centri commerciali e di Soldi. «Avete assistito
alla distruzione di un prato; ma purtroppo c’è di peggio:
la guerra! […] Tutte le favole sono vere qui sulla Terra».
I bambini risponderanno con la parola Amore e chiedendo : «Volevo
un foglio…».
La pluralità di linguaggi e di stili musicali , usuale nelle composizioni
di questi anni, è raccolta da Giacometti e Montalbetti in una griglia
semanticamente ordinata che rimanda ogni volta ai contenuti del testo
e dell’azione scenica. Il passaggio tra uno stile e l’altro
si muove quindi all’interno di cornici ambientali o emotive: «il
Disegno-creazione del pianeta terra è descritto con un’Aria
disneyana, la presentazione del personaggio un po’ bislacco è
affidata a Recitativo e Aria di stampo settecentesco [se non sbaglio momento,
con una frase del Così fan tutte], Oliver nelle vesti di barbone
metropolitano canta un Valzer popolareggiante, mentre quando va sul filosofico
il ritmo è Rap». La dissonanza, impiegata come «agente
di colorismo» e non come contrasto, nell’arco dello spettro
acustico di Sol ( scelta ancora legata a riferimenti semantici: S come
Sukhavati e G come Gaarder, autore del libro da cui è stato tratto
il soggetto), distingue i riferimenti all’extra terrestre, lasciando
così tutto il resto ad armonie frequentate e sonorità di
facile presa, senza che mai, però, risultino banali.
La scrittura vocale comprende numerosi recitati, spesso ritmicamente legati
allo sviluppo musicale, ma anche diverse parti cantate. Il ruolo di Oliver,
il narratore, richiede voce impostata e con estensione piuttosto ampia,
a suo agio sia in tessitura tenorile che baritonale. E’ stato affrontato
con risultato convincente da Stefano Ferrari, colpevolmente escluso dalle
indicazioni biografiche del programma di sala. I bambini Lak e Lik, impegnati
anche loro nel canto impostato, sono stati impersonati con successo da
Angelica Busi ed Elena Meozzi come da Eleonora Ronconi e da Alexander
Julian Gallo, alternatisi nelle due sere. Il plauso per questo spettacolo,
così efficace e pervicacemente intriso di un’apprezzabile
istinto di autoconsapevolezza, va naturalmente ai già citati autori
di musica e testo, ma non può dimenticare gli ottimi risultati
ottenuti dalle due formazioni dell’Orchestra dei ragazzi della scuola
di musica di Fiesole dirette dall’attentissimo Carlo Rizzari; il
lavoro del regista Francesco Micheli, sempre suggestivo e mai didascalico;
l’indolore inserimento di scene, costumi e luci negli spazi del
Goldoni, da parte di Giovanna Avanzi e Roberto Tarasco; i suoni preziosi
prodotti dai Solisti, dai Ragazzi e dal Coro di voci bianche di Fiesole
diretti da Joan Yakkey; dalla coordinazione precisa ed efficace ottenuta
da Edoardo Rosadini, per l’assieme musicale e da Massimo Teoldi,
per l’allestimento. Merito anche alla volontà e al coraggio
del Teatro del Maggio musicale fiorentino, che ha potuto e saputo valorizzare
l’insostituibile ruolo che la Scuola di Fiesole ha nella formazione
delle giovani leve del nostro teatro musicale.
«Bravo!»
David Toschi
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3) La Nazione
TEATRO GOLDONI - "Volevo un foglio..." Per disegnare i sogni
FIRENZE, 29 OTTOBRE 2004
Saranno i futuri uomini. Un giorno saranno loro a prendere le decisioni
importanti. Ma non devono disegnare dal vero: «devono disegnare
i loro sogni, i loro desideri più intensi!».
E’ questa la raccomandazione di Oliver, il narratore di «Volevo
un foglio...» (nella foto una scena dello spettacolo),
l’opera su libretto di Giovanni Peli e musica di Antonio Giacometti
e Mauro Montalbetti che ha vinto il Concorso indetto per festeggiare i
trent’anni dalla fondazione della Scuola di Musica di Fiesole.
Dopo il successo ottenuto nei gioni scorsi davanti al pubblico dei ragazzi
(dai 5 ai 14 anni), il lavoro approda adesso al battesimo di fronte agli
adulti, domani, sabato 30, e domenica 31 ottobre (alle 20,30)
al Teatro Goldoni. In cinquanta minuti viene narrata la storia
di Lik e Lak, due bambini extraterrestri, abitanti del pianeta Sukhavati
e desiderosi di conoscere la Terra, la sua storia, chi vi abita, siano
essi uomini, bambini o animali (con una particolare predilezione per i
gatti).
In questo fantastico viaggio iniziatico li guidano Oliver e una
marmotta, spiegando loro che all’origine della vita vi sono l’amore
e la fantasia, da esercitare al massimo della potenza attraverso
il disegno. La musica li accompagna attraverso le varie epoche del mondo
e della civiltà occidentale con frammenti dei canti dei trovatori,
echi di polifonie e citazioni vivaldiane, reminiscenze belliniane e stravinskijane.
Insegnare ai bambini a disegnare i sogni.
In prima assoluta, l’opera è affidato al regista
Francesco Micheli, mentre l’orchestra è diretta dal maestro
Carlo Rizzari. Al fianco del tenore Stefano Ferrari si esibiscono
i giovani solisti della Scuola di Musica di Fiesole insieme all’Orchestra
dei ragazzi e al Coro di voci bianche della prestigiosa istituzione fondata
da Piero Farulli. Come accennato, l’opera narra la storia di due
bambini extraterrestri desiderosi di conoscere la Terra, la sua storia
e i suoi abitanti, uomini e animali, un fantastico viaggio meraviglioso
alla scoperta dell’origine della vita.
Di grande effetto l’impianto scenografico, particolarmente
curato nei costumi e ricco di invenzioni sceniche, di personaggi bizzarri
e dai costumi stravaganti (come la Venditrice di gatti o il Clochard),
coloratissimo, l’allestimento realizzato grazie alla fantasia del
regista Francesco Micheli e degli scenografi, costumisti e light-designers
Giovanna Avanzi e Francesco Tarasco.
«Questa opera — ha sottolineato Sandro Cappelletto, vicedirettore
artistico della Scuola di Musica di Fiesole — nasce con l’intento
di creare un repertorio di teatro musicale per l’adolescenza che
è ancora poco presente nella tradizione teatrale italiana».
I biglietti (posto unico 10 euro) potranno essere acquistati anche direttamente
alla biglietteria del Teatro Goldoni a partire da un’ora prima dell’inizio
dello spettacolo.
Alessandra Giunta
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